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mercoledì 14 settembre 2016

ARTEMIA, l'affascinante spazio che ha ospitato la potente pièce CUCÙ, riapre i battenti il 22 Settembre 2016

Autore: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro)  




La stagione 2016-17 inizia per tutti...  

...e come di consueto Kirolandia corrente culturale intraprende di nuovo i suoi percorsi onirici, così anche il Blog di cooperazione culturale riparte da quel punto in cui era rimasto prima che l'Estate s'avvicinasse scandendo attimi di riposo più o meno sincronici.

Dunque, dov'eravamo in quei giorni in cui s'affacciava quel primo caldo sole estivo?

Ci trovavamo, giustappunto, in un luogo culturale molto interessante, un posto ricco d'energia che, da subito, ci ha trafitto il cuore, ci ha sorpreso per la sua tanta ricchezza artistica.

Si tratta del centro culturale ARTEMIA, a dirigerlo è María Paola Cánepa, il suo sorriso, la sua capacità d'accogliere, il suo spiccato senso dell'incontro,  sono i primi dettagli intrappolati tra tante dense attività, proposte soprattutto con l'intento d'avvicinarsi con dedizione alla gente, dal teatro al cinema, dalle mostre ai corsi, un'offerta indirizzata realmente ad un ventaglio molto ampio di persone.

Di certo un bel posto in cui emerge la grandissima voglia di condividere e di fare insieme con armonia.

Insomma dato che qualcosa di buono bisogna attenderselo quando qualcos'altro ti ha già convinto pienamente, è giusto riferirsi  a ciò che prepotentemente ci torna alla memoria.

CUCÙ diretto e scritto da Francesco Romengo, andato in scena alla fine di Maggio al centro culturale ARTEMIA, è uno di quegli spettacoli della stagione passata degni di essere ricordato, sia per la regia ben elaborata e la drammaturgia ben composta, sia rispetto alla bravura ed espressività dei due interpreti Nicola Notaro e Gabriele Zummo.

Un frammento d'esistenza fortemente onirico, organizzato con continui cambi di ritmo ed intensità emotive, che in alcuni tratti riescono quasi ad elevarsi a temi, contenuti, argomenti dello spettacolo.


In un remota cittadina del meridione italiano, due individui dalle spiccate differenze interiori ed esteriori condividono uno spazio il cui tempo d'esistenza, forse fermo da sempre, sta per trovare il suo traumatico epilogo, ed in esso sta prendendo forma un nuovo avvicinamento alla sconosciuta realtà esterna.

In questa grande pausa interiore, a parlare sono tutte le estreme profondità dei protagonisti che trovavano lentamente la forza di riemergere, dicendo loro stessi anche attraverso frammenti altamente poetici racchiusi in locuzioni dimostrate, a tratti, quasi violentemente.

Tante intimità raccontate anche da molti simbolismi che individuano, attraverso metaforici valzer, possibilità di ulteriori legami, rinascite e rinnovate identità di genere.

Una bella piéce dal contenuto potente che non può non farci segnare in agenda la nuova ripresa di quel luogo che l'ha ospitato, il centro culturale ARTEMIA, che il 22 Settembre 2016 presenterà tutte le sue novità.



 - Andrea Alessio Cavarretta -



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