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lunedì 16 ottobre 2017

KIROSEGNALIAMO Settimana 16-22 Ottobre 2017

K-news  






Kiri, continuano anche per questa nuova stagione,  le segnalazioni di Kirolandia blog di cooperazione dell'omonima corrente culturale.



Di settimana in settimana vari suggerimenti tra teatro, musica, arte  e tanti altri eventi selezionati  accuratamente sulla base delle vostre importanti indicazioni.



Dunque ecco per sognare con voi...

TEATRO

DEBUTTI...

Massimo Dapporto
in
"Un borghese piccolo piccolo"
Tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami

TEATRO Eliseo - Roma
dal 17 ottobre  al 5 novembre 2017 , martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00_ primo sabato di programmazione ore 16.00 e 20.00_merc. e dom. ore 17.00

Un borghese piccolo piccolo è un romanzo straordinario di Vincenzo Cerami da cui è stato tratto, in un secondo tempo, il capolavoro cinematografico di Mario Monicelli. Il romanzo, che diverge dal film in alcuni nodi narrativi essenziali, è un ritratto di agghiacciante attualità. La peculiarità dell’opera è la tinta grottesca con cui Cerami descrive le umili aspirazioni di Giovanni Vivaldi, il borghese piccolo piccolo, e che si cerca di ripercorrere nell’adattamento di Fabrizio Coniglio.

Il più grande desiderio del protagonista, un uomo di provincia che lavora al ministero, è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano.

Quella che mettiamo in scena è una tragicommedia che nella prima parte regalerà momenti di comicità a tratti esilarante. Il Borghese piccolo piccolo è Giovanni Vivaldi, un uomo di provincia che lavora al ministero, il cui più grande desiderio è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantirgli un futuro. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano.

La Scorciatoia o la raccomandazione è avvertita dalla nostra società come qualcosa di necessario per sopravvivere: forse, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge e nelle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica. Questo è lo snodo più fortemente attuale della storia; racconteremo questo grande romanzo classico con il sorriso, che solo i grandi autori come Vincenzo Cerami hanno saputo e sanno ancora regalarci. Per questo motivo ci affidiamo all’arte di un grande interprete del nostro Teatro: Massimo Dapporto, capace di rendere il ridicolo e il tragico nello stesso tempo, offrendo grande umanità e semplicità alla famiglia Vivaldi.                                                           
Fabrizio Coniglio

Con Massimo Dapporto Giovanni Vivaldi - Susanna Marcomeni          la moglie - Roberto D’Alessandro il capo ufficio - Matteo Francomano                il figlio  - Federico Rubino il criminale  - Scene Gaspare De Pascali - Costumi Sandra Cardini - Disegno Luci Valerio Peroni - Musiche originali Nicola Piovani - Adattamento e regia Fabrizio Coniglio - Produzione Pietro Mezzasoma

Durata: 90 minuti
Costo: Biglietto da 20 € a 40 € 
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento: www.teatroeliseo.com
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“Ho Adottato Mio Fratello”
di Mirko Cannella e Nicolò Innocenzi
Michele Iovane e Jey Libertino 

TEATRO DE' SERVI - Roma
dal 17 ottobre al 5 novembre 2017,  ore 21.00_sab 17.30 e 21.00_dom. 17.30

Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia di oggi, pigra, litigiosa e un tantino razzista.
Sbarcare il lunario in modo semplice, poco faticoso e possibilmente senza lavorare? Facile! Affittare la camera rimasta vuota dopo la morte dei genitori nella ex casa di mamma e papà. E’ questa l'idea che innesca la trama di “Ho Adottato Mio Fratello”.

Una commedia divertente dal ritmo incalzante, firmata e portata in scena da una giovane compagnia che comunque dimostra sul palco carisma e disinvoltura, trattando con leggerezza al limite della irriverenza anche tematiche drammatiche e molto attuali: si va dallo smarrimento dovuto alla perdita prematura dei genitori, al gioco d’azzardo, alla crisi economica. E su tutto aleggiano i pregiudizi. le frasi fatte, la banalità  contrabbandata per saggezza.

Si prefigura così il ritratto di Francesco e Bruno, interpretati da Mirko Cannella e Nicolò Innocenzi. Sono due fratelli che, come il bianco e il nero, in comune hanno solo lo stesso cognome. Sono costretti a convivere nell'appartamento ereditato dai genitori, che è fonte di dissapori ma rappresenta anche una delle poche sicurezza a cui ancorarsi, soprattutto quando si hanno difficoltà economiche. E proprio l'ingresso nell'appartamento di Rosario e Nicola – Michele Iovane e Jey Libertino -  due “folkloristici” ragazzi del sud d’Italia in cerca di una camera in affitto, provoca una reazione a catena di spunti comici e surreali. I due infatti devono accettare la strana richiesta di Bruno: fingersi del nord Italia per fare contento il fratello Francesco, il quale non sopporta i "terroni".

La già difficile convivenza tra i fratelli diventa allora una burrascosa navigazione a quattro su un fragile guscio che rischia ad ogni momento di naufragare: ci si muove tra brillanti colpi di scena verso un rassicurante lieto fine, ma forse agli spettatori resterà un po’ di amaro in bocca a indicare che la commedia ha saputo davvero cogliere nel segno.

Costo: Biglietti  platea  intero  22 € - ridotto G/A 16 €galleria intero  18 €  - ridotto G/A  14€  (ridotto giovani under 18 e anziani over 65)

Indirizzo: via del Mortaro (ang. Via del Tritone), 22 - Roma 
Sito di riferimento teatro: www.teatroservi.it 
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"Ferdinando"
di Annibale Ruccello
Regia Nadia Baldi

TEATRO Piccolo Eliseo
dal 18 ottobre  al 5 novembre 2017 , orario martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00_dom. ore 17.00

Il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante

Nadia Baldi firma la regia di Ferdinando, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.

Al centro della vicenda, nel ruolo di Donna Clotilde, l’attrice Gea Martire che dà vita al personaggio, abilmente disegnato da Ruccello, di una baronessa borbonica rifugiatasi in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera, interpretata da Chiara Baffi. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici finemente reso dall’attore Fulvio Cauteruccio. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva il giovane Francesco Roccasecca nei panni di Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

Di Annibale Ruccello - Regia Nadia Baldi - Con Gea Martire Donna Clotilde - Chiara Baffi Gesualda - Fulvio Cauteruccio Don Catellino - Francesco Roccasecca Ferdinando - Consulenza musicale:  Marco Betta - Scenografia.  Luigi Ferrigno - Costumi:  Carlo Poggioli - Progetto luci:  Nadia Baldi Foto in videoproiezione: Davide Scognamiglio - Produzione Teatro Segreto

Durata: 2 ore e 15’ – due atti
Costo: Biglietto 20 €
Informazioni: Tel. 06.83510216
Indirizzo: via Nazionale 183 –Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatroeliseo.com
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La PrimAmericana
presenta
Alessia Fabiani, Peppe Quintale e Stefano Sarcinelli Con la partecipazione di Ernesto Lama
in
"TI PRESENTO MIO FRATELLO"
Regia Peppe Miale

Teatro Tirso de Molina - Roma
dal 18 al 29 ottobre 2017 - mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00_sabato e domenica ore 17.30

“Sara' solo l'amore a guidare verso un equilibrio familiare, perchè l'amore si sa.... sopporta il compromesso”, dichiara il regista Peppe Miale che debutta al Teatro Tirso de Molina di Roma, con la commedia brillante “Ti presento mio fratello”

Commedia scoppiettante sull'eterno e irrisolto duello tra ordine e disordine, tra rigore e tolleranza e tra i divertenti archetipi del napoletano e dello svizzero messi a confronto.
Stefano ha 50 anni, è un napoletano che vive a Lugano da quando si è sposato 10 anni addietro con Petra, una donna di trent’anni della Svizzera tedesca. Stefano, che ormai si è adattato perfettamente alle abitudini e alla vita del cantone, è un avvocato mentre Petra ha una galleria d’arte moderna. Stefano e Petra vivono una vita assolutamente normale e tranquilla e i loro tempi e modi sono sincronizzati con quelli della loro città.
Il rapporto tra i due è solo apparentemente felice, perché la coppia nasconde un dramma: non riescono ad avere figli. La “colpa” della loro infertilità non è stata ancora scoperta e Stefano vive con ansia il fatto che potrebbe non essere “buono” cioè sterile. Ma quando i due meno se lo aspettano, la vita di Stefano e Petra viene travolta da un evento inaspettato: l’arrivo del fratello di Stefano, Peppe. Un uomo sui 50 anni, ex cantante melodico, fallito da sempre, che vive di
espedienti crogiolandosi nella sua “napoletanità”. Riuscirà il fratello napoletano a sconvolgere tutti gli equilibri della coppia?
In “Ti presento mio fratello” si racconta l'umanità, provando a fotografare in maniera ironica divertita e ammiccante due archetipi che si contrastano a tutto campo nella vana speranza di trovare una risposta soddisfacente ad un complicato enigma.

Costo: Biglietto intero: mercoledì e giovedì  25 € - venerdì, sabato e domenica  27 € Ridotto: mercoledì e giovedì  22 €venerdì, sabato e domenica 24 €
Informazioni: parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14
Indirizzo: via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires)  - Roma
Sito di riferimento: www.teatrotirsodemolina.it
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Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
in collaborazione con la Compagnia PolisPapin
presenta
"Maestre d’amore"
tratto da “Ars Amatoria” e “Remedia Amoris” di Ovidio
Ideazione, Drammaturgia e Regia: Compagnia PolisPapin

TEATRO TRASTEVERE -  Roma
dal 19 al 22 ottobre 2017, ore 21.00_dom. 17.30

“Godetevi la vita”
 cit.
“Godetevi la vita”: all’insegna del più edonistico fra i moniti ha inizio l’opera di Publio Ovidio Nasone nel capitolo dedicato alle donne che tratta l’arte dell’amore. Consigli, precetti, formule, suggerimenti senza veli e senza veti che rivivono nelle parole delle attrici PolisPapin in una sorta di decalogo minimo e fondamentale sull’antica e mai abbastanza conosciuta

ARS AMATORIA.
Uno spettacolo ironico, a tratti graffiante, volutamente ammiccante e sorprendentemente contemporaneo.
Da ciò nasce uno spettacolo, che parla direttamente alle spettatrici senza escludere gli spettatori: gli uni e gli altri diventano i destinatari dichiarati di questo manuale indispensabile a tutti coloro che amano. Lo spettacolo, con musica dal vivo, vanta una serie di canzoni e jingle appositamente creati dall’attrice e musicista Francesca Pica, tra cui “Il coccodrillo egizio” che non manca di appassionare ogni singolo spettatore.
Il lavoro, complesso ed originale, è stato svolto interpretando le parti più briose dei due testi di Publio Ovidio Nasone: Ars Amatoria e Remedia Amoris.
Entrambe scritte oltre duemila anni fa, parlano ancora oggi ad ognuno di noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, riuscendo a giocare sulle nostre debolezze, incertezze e fragilità, le stesse, oggi come allora.
Alle tre Maestre dello spettacolo spetterà l’onore di impartire al pubblico gli insegnamenti del sommo Maestro, seguendo le varie tappe che caratterizzano la scoperta, lo sviluppo e gli sconforti dell’amore. L’atmosfera è intervallata da momenti leggeri e gag divertenti, fino a momenti poetici e intimistici, ammiccando alle Maestre della comicità come Bice Valori, Franca Valeri e Anna Marchesini.

Tratto da “Ars Amatoria” e “Remedia Amoris” di Ovidio Ideazione, Drammaturgia e Regia: Compagnia PolisPapin Con: Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica - Oggetti di Scena: Domenico Latronico - Costumi: Cunegonda La piccola Costumeria - Canti e Suoni a cura di: Francesca Pica

Costo: Biglietto intero 12 € - ridotto 10 € /Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscritti alla pagina facebook  di Kirolandia /
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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FILIPPO DINI | ORIETTA NOTARI | SARA BERTELÀ
DAVIDE LORINO |  VALERIA ANGELOZZI | IVAN ZERBINATI
ILARIA FALINI | ROBERTO SERPI | MARCO ZANUTTO
"IL BORGHESE GENTILUOMO"
DI MOLIÈRE
TRADUZIONE:  CESARE GARBOLI
REGIA: FILIPPO DINI
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA, TEATRO STABILE DI GENOVA

TEATRO SALA UMBERTO - Roma
dal 19 al 29 ottobre  2017, mart. giov. e ven. ore 21.00_mer. ore 17.00_sab. ore 17.00 e 21.00_dom. ore 17.00

L’attore e regista Filippo Dini torna con questa commedia di Molière a dirigere Valeria Angelozzi, Sara Bertelà, Ilaria Falini, Davide Lorino, Orietta Notari, Roberto Serpi, Marco Zanutto, Ivan Zerbinati, in scena insieme a lui, la stessa équipe artistica di Ivanov di Cechov, che Fondazione Teatro Due ha prodotto insieme al Teatro Stabile di Genova nel 2015, e che ha ottenuto nel corso della lunga tournée italiana, appena conclusa, un grande successo di pubblico e critica, consacrato anche dalla consegna del premio Le Maschere del Teatro Italiano 2016 per la Miglior Regia e del premio della critica ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) all’attrice Orietta Notari per la sua interpretazione. Le scene e i costumi sono di Laura Benzi, le musiche di Arturo Annecchino, le luci di Pasquale Mari. La traduzione è di Cesare Garboli.

La commedia Il borghese gentiluomo nasce come sberleffo razzista, commissionato a Molière dal fratello di Re Luigi XIV, in risposta a una indelicatezza commessa da un ambasciatore turco. Al commediografo fu posta inoltre un’altra condizione, ovvero che il copione avesse la forma di comedie-ballet, facendo da sfondo narrativo e raccordo ai balletti e alle arie del compositore e coreografo Lully, in quel momento favorito del re. Da queste premesse e da tali ingerenze nacque quella che è forse la più esilarante commedia di Molière, capolavoro assoluto arrivato fino ai giorni nostri nella sua freschezza e nella sua comicità.
Monsieur Jourdain è un personaggio insieme ridicolo e commovente, divertente e contraddittorio, un uomo a metà tra la più antica tradizione del teatro comico e la più crudele volgarità del nostro quotidiano. Jourdain incarna contemporaneamente un’irresistibile tensione al miglioramento di se stesso e il più becero degli arricchiti, negando continuamente nei fatti ciò che a parole chiama “fame di cultura”, lordandola di orgogliosa ignoranza e arrogante tracotanza. Attorno a lui gravitano i maestri che dovrebbero formarlo per raggiungere questo status superiore, maestri di musica, di ballo, di filosofia, di scherma, figuri loschissimi che desiderano soltanto derubarlo e truffarlo, coppie di nobili annoiati e scrocconi e una moglie che lo detesta, e che vorrebbe restare nell’immobilità della propria mediocrità, nell’agio ozioso del raggiunto benessere.
A completare il quadretto due coppie di giovani senza speranze e senza ambizioni, tranne quella di sposarsi per sopravvivere alla noia, fra questi Lucile la figlia di Jourdain per la quale il padre desidera una sorte più “nobile” che il matrimonio con Cleonte. I quattro, capitanati dall’astuto e perfido Coviello (servo e compare di Cleonte), decideranno di organizzare una messa in scena per gabbare il vecchio, dove si fingeranno dei turchi appunto e, con la scusa di riconoscere a Jourdain un’altissima carica turca (il titolo di Mamamouchi), gli riserveranno un amara sorpresa.
Col Borghese gentiluomo Molière riesce in un’impresa titanica: ridere del suo contemporaneo Monsieur Jourdain è ridere di noi spettatori, del nostro tempo, della nostra epoca folle e misera, consegnandoci un teatro apparentemente “basso”, ridicolo ed esilarante, ma al tempo stesso violento e crudele, “un teatro” come diceva Cesare Garboli “che deride e deforma la realtà senza mai detestarla”.
Se in Ivanov Dini aveva dato grande ritmo allo spleen cechoviano, nel Borghese conferisce al carattere farsesco di Jourdain lo spessore di un personaggio a tutto tondo, suggerendo che certi vizi sono connaturati alla natura umana.

Cast artistico: Signor Jourdain, borghese Filippo Dini - Signora Jourdain, sua moglie Orietta Notari - Dorimène, marchesa Sara Bertelà - Dorante, conte, amante di Dorimène/maestro di musica Davide Lorino - Lucile, figlia di Jourdain/ aiutante sarto     Valeria Angelozzi - Cléonte, innamorato di Lucile/maestro di scherma/lacchè Ivan Zerbinati - Nicole, serva/sarto Ilaria Falini - Covielle, servo di Cleonte/maestro di ballo Roberto Serpi - Maestro di filosofia Marco Zanutto
Cast tecnico: scene e costumi Laura Benzi - Musiche Arturo Annecchino - Luci Pasquale Mari - Aiuto regia Carlo Orlando

Costo: Biglietti da 34 € a 24 €
Informazioni: Tel. 06 6794753
Indirizzo: via della Mercede, 50 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.salaumberto.com
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Produzione T Lab
presenta  
"METAMORPHOSYS.0"
di Vittoria Faro
e
"[M:DEA]"
Di Vittoria Faro
Performer Soundproducer: Vittoria Faro
Drammaturgia Matilde D’Accardi, Vittoria Faro

TEATRO STUDIO UNO -  Roma
dal 19 al  22  ottobre 2017 , dal giov. al sab. ore 21.00_dom. 18.00

In scena due spettacoli, METAMORPHOSYS.0 (19 e 21 Ottobre) e [M:DEA]  (20 e 22 Ottobre) della regista, attrice e performer Vittoria Faro, due diverse performance legate dal filo rosso del mito, spunto di riflessione, ispirazione e pretesto per indagare pensieri, bisogni e desideri dell’animo umano, mettendo in luce conflittualità ed inquietudini del nostro tempo.

METAMORPHOSYS.0 ripercorre il mito ovidiano in una mutata forma, in una riscrittura scenica performativa, raccontando una nuova genesi dell’umanità proiettata in una delle possibili dimensione del futuro prossimo, quello in cui la realtà fenomenica soccombe alla sua immagine virtuale affidata alla Rete. Cosa accadrebbe se il mondo per come lo conosciamo dovesse finire? Cosa resterebbe di noi? Che forma assumerebbe la nuova umanità? Che ruolo avrebbe la tecnologia? L’evoluzione tecnologica nella post modernità ha portato l’Uomo ad affidare alla Rete non solo informazioni, dati statistici e numerici, ma l’intero Sapere comune. E sempre più pensieri, ricordi, segreti, relazioni e sentimenti che in rete scambiamo o custodiamo. “Memoria” è nell’ipotetico futuro prossimo l’unità centrale che conserva i nostri dati, ciò che siamo e la Storia che abbiamo costruito in immateriali e adimensionali impulsi di energia. “Memoria” è summa delle emozioni, dei ricordi, dei pensieri e dei sentimenti che gli esseri umani le hanno affidato nel tempo e che ora trasmette alle nuove creature, prodotti dall’evoluzione umana. Antiempatici, i nuovi esseri sono schiavi della connessione, attraverso la quale ricercano un’identità e un senso all’esistenza.

Di Vittoria Faro - con Cecilia Guzzardi, Giacomo Mattia , Carola Wilson Ripani, Elisabetta Ventura


[M:DEA]
frutto di uno studio di Vittoria Faro e di una scrittura a quattro mani con Matilde D’Accardi, drammaturga romana, la performance indaga il Tema del Sacrificio nel mito della figura forse più nota della tragedia classica.
In scena Medea ripercorre la sua vicenda tragica per flashback in altrettanti quadri scenici, come tante stazioni di una Via Dolorosa che cerca, nell’estremo sacrificio, la risoluzione catartica di una rinascita. Il linguaggio è assolutamente contemporaneo, attinge all’arte elettronica che sovrintende idionisiaci rituali delle notti dei più giovani: sonorità, movenze e gestualità in contrappunto alla narrazione classica, così da rendere Medea sacerdotessa di un Rito che attraversa i tempi. Il valore simbolico nell’attualità sta nelle parole dell’antropologo inglese Victor Turner “Quando la vita storica stessa non ha più senso culturale nei termini precedentemente tenuti per validi, la narrazione e il dramma possono assumersi il compito della poiesis, di un nuovo senso culturale, anche quando sembra si limitino a demolire antichi edifici di significato che non sono più in grado di compensare i nostri moderni drammi esistenziali".

Di Vittoria Faro - Performer Soundproducer: Vittoria Faro  - Drammaturgia Matilde D’Accardi, Vittoria Faro - Voice off Vittoria Faro, Martino Duane  - Visual design Antonio Pizzola  - Costumi Alma Quintini  - Photo Eleonora Faro Photographer

Costo: Ingresso 12 € - Tessera associativa GRATUITA
Informazioni: 3494356219- 3298027943 - info.teatrostudiouno@gmail.com - Prenotazioni http://j.mp/prenotaTS1
Indirizzo: via Carlo della Rocca, 6 - Roma (Torpignattara)
Sito di riferimento teatro: www.teatrostudiouno.com
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Produzione  Off-Off Theatre
"DENTRO LA TEMPESTA"
liberamente ispirato a La Tempesta di Sasà  di Salvatore Striano  ed. Chiarelettere
con SALVATORE STRIANO,  CARMINE PATERNOSTER, BEATRICE FAZI
regia SALVATORE STRIANO

OFF OFF THEATRE - Roma
dal 20 al 29 ottobre 2017, oraario: serali ore 21.00,  pomeridiane ore 18.00

SPETTACOLO INAUGURALE


“È tutta una vita che si sperimenta il teatro in carcere ma, per la prima volta, proveremo a portare il carcere in teatro. Due celle, due detenuti che affrontano l’inferno carcerario, spesso luogo senza senso, che si trasforma in una palestra del crimine. Non una favola nera, poiché in carcere, iniziando con la lettura de La tempesta di Shakespeare, entrerà la forza salvifica dei libri e i due protagonisti cominceranno una vera e propria revisione critica, abbandonando gradualmente quegli atteggiamenti e linguaggi che li avevano portati a perdersi”.
Salvatore Striano

Salvatore Striano, prima latitante, arrestato e detenuto a Madrid poi a Rebibbia, si appassiona al teatro in carcere. Esordisce nel cinema con Matteo Garrone nel film Gomorra ed è protagonista nelle fiction TV: Il clan dei camorristi, L’oro di Scampia e ancora nel cinema Take five, I milionari, ed è Bruto nel film dei fratelli Taviani Cesare deve morire, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino.

Carmine Paternoster, le sue prime esperienze teatrali sono nate tra le mura del carcere. In cinema protagonista nel film I cinghiali di Portici, di Diego Olivares. In teatro, Petrolio e Morte di Danton per la regia di Mario Martone. E ancora in cinema, protagonista de L’intervallo, di Leonardo Di Costanzo, Take Five, di Guido Lombardi e protagonista nel ruolo di Roberto nel film Gomorra di Matteo Garrone.

Beatrice Fazi debutta in tv su Rai1 come conduttrice del programma per bambini Big!A seguire Macao di Gianni Boncompagni nel ruolo di Nunzia. Tra le fiction Un Medico in Famiglia nel ruolo di Melina. Al cinema, tra gli altri, La verità, vi prego, sull'Amore con Pierfrancesco Favino e protagonista in Quartetto, di Salvatore Piscicelli. In teatro con le regie di Gigi Proietti, Francesco Apolloni, Eleonora Danco.

“Ho scelto DENTRO LA TEMPESTA come spettacolo inaugurale non solo per l’aspetto di teatro civile legato alla drammatica situazione umana del sistema carcerario, ma soprattutto perché il tema più profondo del testo è quello che soltanto la cultura può salvare gli individui e il mondo.
E nel pieno di questa nostra epoca di globalizzazione è solo la cultura che garantisce il progresso e la civiltà ed è l’unica bussola all’interazione, integrazione e comunicazione tra gli individui e tra i popoli.
E mi piace ricordare Giovanni Testori che affermava: ‘Cultura non sono le conoscenze settoriali, patrimonio soltanto di alcuni privilegiati addetti ai lavori e anzi, quando qualcuno si sente depositario della cultura, opera un atto di terrorismo, perché la cultura vera di un Paese è quella a cui concorrono tutte le possibilità di ognuno’.
E il grande Maestro Claudio Abbado, un gigante della cultura mondiale, amava ripetere che ‘chi ama la cultura vuole conoscere tutte le culture e, dunque, è contro gli steccati e i razzismi di ogni tipo’.
Ed è per questi motivi che DENTRO LA TEMPESTA è il nostro spettacolo inaugurale.”
Silvano Spada

Liberamente ispirato a La Tempesta di Sasà di Salvatore Striano ed. Chiarelettere- con SALVATORE STRIANO, CARMINE PATERNOSTER, BEATRICE FAZI - regia SALVATORE STRIANO - scene e costumi: Alessandro Chiti - disegno luci: Giuseppe Filipponio - sound design: Umberto Fiore

Costo: Prezzi da 25 € a 15 €
Indirizzo: via Giulia 19/21 – Roma
Informazioni:  06 89239515 info@off-offtheatre.com
Sito di riferimento: www.off-offtheatre.com
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PROSEGUONO...

Fondazione Teatro della Toscana
MASSIMO GHINI
FRANCESCO BONOMO
"CIAO"
di Walter Veltroni
regia PIERO MACCARINELLI

TEATRO QUIRINO -  Roma
dal 10 al 22 ottobre 2017,  da martedì a sabato ore 21.00_domenica ore 17.00_giovedì 12 e giovedì 19 ottobre ore 17.00_mercoledì 18 ottobre ore 19.00   
            
L’incontro fantastico tra un padre, morto giovane negli anni Cinquanta, e un figlio, ormai sessantenne, che lo ha sempre cercato. Il padre è Vittorio e il figlio è Walter Veltroni, ma i due protagonisti potrebbero essere ogni padre e ogni figlio di questo Paese meraviglioso e dannato.
Dal libro omonimo di Walter Veltroni edito da Rizzoli, Piero Maccarinelli dirige Ciao con Massimo Ghini e Francesco Bonomo, rispettivamente nel ruolo di Walter e Vittorio Veltroni: uno spettacolo sull’assenza, sul bisogno di relazione, sulla dolorosa bellezza della ricerca delle radici della propria vita.

Un doppiopetto grigio, il Borsalino in mano, un velo di brillantina sui capelli, lo sguardo basso. Sotto un cielo che affonda nel rosa di un tramonto infinito, un ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo? Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio. Due uomini che sanno di doversi amare.
Dall’omonimo libro del giornalista, scrittore e regista Walter Veltroni (ex segretario nazionale del Partito Democratico e candidato premier alle elezioni politiche del 2008), Ciao, padre e figlio sono ritratti insieme per la prima volta e solo per una sera: affrontano le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime. Lo spettacolo ha per protagonisti Massimo Ghini nella parte di Walter Veltroni e Francesco Bonomo in quella del padre Vittorio. La regia è di Piero Maccarinelli, le scene e costumi sono di Maurizio Balò, le luci di Umile Vainieri.
In Ciao le età dei personaggi sono rovesciate rispetto ai ruoli: Vittorio Veltroni (famoso giornalista radio e televisivo, già direttore del Tg1, portò alla notorietà Mike Bongiorno, fu amico di Alberto Sordi, in un film di Totò interpretò se stesso) è un giovane uomo, il figlio, invece, ha il doppio dei suoi anni. Ma è un figlio e come tale deve ricevere, più che dare. Cerca di capire la vita, il carattere, la storia del padre, di comprendere se è come l’aveva immaginata, come gli amici gliel’avevano raccontata. Scorrono allora le parole dell’infanzia, i paesaggi, i volti trasformati dal tempo e Roma, quella più bella. Quella della radio e della televisione che Vittorio, ragazzo timido e geniale, ha contribuito a fondare. Qual è l’eredità di un padre che non c’è mai stato? Forse la malinconia, certe tristezze improvvise, la voglia di scherzare e di prendersi in giro, il ricordo commosso della donna che li ha amati. Ciao è un viaggio attraverso il dolore della perdita e la meraviglia della ricerca delle proprie radici, dove le parole si mescolano e si intrecciano fino a rivelare ciò che unisce davvero un padre e un figlio.
L’incontro immaginario tra i due diventa l’occasione per raccontare anche due Italie che si raccontano e si incrociano: quella degli ideali nati nel secondo dopoguerra e quella delle crisi successive. La messinscena, infatti, è arricchita da video e immagini dell’archivio Rai e dell’Istituto Luce che ripercorrono la nostra memoria storica. Nel dialogo tra queste due creature, che si svolge in un irreale tramonto che non finisce mai, si snoda la storia del Paese, una storia di cui i due sono stati testimoni e protagonisti. Così, si interrogano anche sui grandi significati dell’esistenza umana e della trasmissione della memoria.
Perciò, una sera, in una Roma livida e bellissima, un uomo ritorna a casa dal figlio ormai cresciuto. Il ragazzo, diventato forte e geniale, sa di aver subito quella mancanza, di averla cercata in mille gesti, di averla trovata, a volte, in sua madre e poi di averla protratta, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Ora ecco finalmente davanti a lui, catapultato direttamente dagli anni Cinquanta, suo padre, quella figura cercata e soddisfatta in molte malinconie. Allora, inizia una chiacchierata senza tempo, in un percorso che evita il rancore e cerca le vicinanze. L’unica possibile è in quella donna che li ha uniti e che, anche dopo la sua perdita, li ha fatti in fondo ritrovare.
Walter e Vittorio Veltroni scavano nella memoria l’infanzia dell’uno e la giovinezza dell’altro, dei perché mai trovati e forse introvabili: Ciao dimostra che la ricerca della nostra provenienza, di chi eravamo, è un bisogno primario, che non si può contrastare neppure quando la ragione ci suggerisce che dovremmo arrenderci alla realtà del tempo che passa e porta via i nostri affetti più cari.

Autore: Walter Veltroni - regia Piero Maccarinelli - Interpreti: Massimo Ghini, Francesco Bonomo - scene e costumi Maurizio Balò -
luci Umile Vainieri

Durata spettacolo: 1 ora e 10 minuti, atto unico                          
Costo: Biglietti platea interi € 30 ridotti € 27 - I balconata interi € 24 ridotti € 22 - II balconata interi € 19 ridotti € 17 - galleria interi € 13  ridotti € 12  - Weekend sabato sera e domenica: platea interi € 34  ridotti € 31 - I balconata interi € 28 ridotti € 25 - II balconata interi € 23 ridotti € 21 - galleria interi € 17 ridotti € 15
Informazioni: 06.6794585 - biglietteria@teatroquirino.it
Indirizzo: via delle Vergini  7 - Roma
Sito di riferimento: www.teatroquirino.it
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"TRE SORELLE"
di Anton Čechov
Regia  Lorenzo De Liberato

TEATRO LO SPAZIO - Roma
dal 10 al 22 ottobre 2017 - orario: vedi sito.

Debutta Tre Sorelle” è senza dubbio il più grande capolavoro di Anton Cechov, sia per gli argomenti trattati, sia per la vastità dei personaggi descritti dall'autore. Il protagonista dell'opera sembra essere il tempo, un tempo che scorre inesorabile lasciando che gli individui che lo abitano affoghino nelle loro speranze, nei loro sogni che non hanno motivo di realizzarsi. L'autore vuole dirci, con grande cinismo e freddezza (senza mai perdere il suo tono ironico e satirico), che nulla cambia, niente si evolve e che il destino dell'uomo non è altro che una clessidra ineluttabile contro la quale non possiamo fare altro che arrenderci.

Ogni personaggio si scontra contro questa fatale verità e resta disarmato di fronte all'impossibile e all'irraggiungibile. Così ci vengono presentate le tre sorelle: Olga è incastrata in una vita di responsabilità e di doveri, senza un marito da amare e sogni da inseguire; Masha si è impigrita dietro un uomo che non ama più, triste e rabbiosa vive i propri giorni in cerca di una alla quale aggrapparsi per sentirsi di nuovo donna e di nuovo viva; Irina sogna una vita emancipata, borghese, dove realizzarsi attraverso il lavoro e magari anche con un amore vero, sincero, al suo fianco, con il quale confrontarsi e spronarsi. Gli uomini che girano per le loro stanze e che parlano nel loro salotto condividono lo stesso destino, chi più e chi meno, e non riescono (nonostante lo vogliano) a trovare una via di scampo da una quotidianità intorpidita e ripetitiva.

Eppure, nonostante l'evidente aurea drammatica che aleggia nel testo, il vero motivo che rende quest'opera meravigliosa, e Cechov uno dei più geniali autori di fine ottocento, è l'umorismo e la leggerezza con cui questi temi vengono affrontati e come i personaggi vengono tratteggiati. Nessuno riesce a cadere mai nella disperazione pura, perché c'è sempre qualcosa o qualcuno che riesce a riderne e a prendere in giro un mondo fatto di tante piccolezze, tanti vizi e capricci, che rendono la vita meno cupa e seriosa. Un'opera imponente, profonda, che con una lucidità disarmante mette a nudo con ironia e leggerezza le fragilità, le paure e i veri volti sotto le maschere dietro le quali continuamente ci nascondiamo.

Di Anton Čechov  - Regia: Lorenzo De Liberato  - Cast: Francesca Bellucci, Luisa Belviso, Alessandro De Feo, Ludovica Di Donato, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo, Fabrizio Milano, Gioele Rotini, Marco Usai, Irene Vannelli  - Aiuto Regia  Cristiano Demurtas  - Aiuto Regia: Cristiano Demurtas con
Disegno Luci: Matteo Ziglio  - Scenografia: Laura Giusti, in collaborazione con  Cecilia Fallongo  - Costumi: Giuseppe D'Andrea Caterina Corallo  - Disegno e progetto grafico: Cecilia Fallongo

Costo: Biglietto Intero 15€ - ridotto 10€ + 3€ tessera semmestrale
Informazioni:  06.77076486 – 06.77204149 - info@teatrolospazio.it
Indirizzo: via Locri 44, Roma
Sito di riferimento: www.teatrolospazio.it
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MUSICAL e COMMEDIA MUSICALE

UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI PER VIOLA PRODUZIONI - TEATRO BRANCACCIO

"AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA"

COMMEDIA MUSICALE DI GARINEI E GIOVANNINI
SCRITTA CON JAJA FIASTRI
LIBERAMENTE ISPIRATA A “AFTER ME THE DELUGE” DI DAVID FORREST
MUSICHE DI ARMANDO TROVAJOLI

GIANLUCA GUIDI - Don Silvestro
EMY BERGAMO  - Consolazione
MARCO SIMEOLI - Sindaco Crispino
BEATRICE ARNERA  - Clementina
PIERO DI BLASIO - Toto
FRANCESCA NUNZI- Ortensia

CON ORCHESTRA DAL VIVO

Teatro Brancaccio -  Roma
dal 17 ottobre al 26 novembre  2017, dal martedi al sabato ore  21.00 - sabato ore  17.00 - domenica ore  17.00

Alessandro Longobardi celebra gli 80 anni del teatro Brancaccio riportando sulle scene in tutto il suo splendore una delle più amate commedie musicali italiane
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, protagonisti insuperati di un'epoca leggendaria per il teatro italiano.

Le musiche, composte dal grande Armando Trovajoli, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita, hanno incantato intere generazioni.
Rappresentata per la prima volta nel 1974, fu un successo senza precedenti, con centinaia di migliaia di spettatori entusiasti, affermandosi anche sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori, in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Finlandia.
La nuova edizione, prodotta da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni, debutterà in anteprima il prossimo 12 ottobre al teatro Brancaccio di Roma. La prima nazionale è fissata per il 17 ottobre.

Gianluca Guidi, già protagonista dell'edizione 2009/2010 nel ruolo di Don Silvestro, cura la messa in scena di questo spettacolo, avvalendosi di un eccellente cast creativo, composto dal mitico coreografo Gino Landi, assistito da Cristina Arrò; dal direttore musicale Maurizio Abeni, già assistente di Armando Trovajoli, che dirige l'orchestra dal vivo; dallo scenografo Gabriele Moreschi, che ha adattato il progetto originale di Giulio Coltellacci della celebre e ingegnosa scenografia, con il doppio girevole e la grande arca e dalla costumista Francesca Grossi che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi, sempre di Coltellacci.
Il disegno luci è di Umile Vainieri, il disegno fonico è di Emanuele Carlucci, la realizzazione dei contributi video è di Claudio Cianfoni. La scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio che fu il costruttore nella prima edizione, da Antonio Dari per la parte meccanica e i costumi dalla Sartoria Brancaccio.

Il cast artistico conferma nel ruolo di Don Silvestro Gianluca Guidi, erede legittimo del padre Johnny Dorelli, già protagonista della prima edizione. Enzo Garinei dopo ben 500 repliche nel ruolo del sindaco Crispino, questa volta è “La voce di Lassù”; Emy Bergamo è Consolazione segnando, dopo l’interpretazione di Rosetta in Rugantino e Adelina in Se il tempo fosse un gambero, il record di prima attrice ad aver interpretato tre ruoli da protagonista femminile del repertorio di Garinei e Giovannini. Crispino è Marco Simeoli, che nella quinta edizione aveva già recitato a fianco di Gianluca Guidi come Toto,  il cui ruolo viene oggi affidato al giovane e brillante Piero Di Blasio. Dopo la lunga selezione durante gli affollati provini, per il ruolo di Clementina è stata scelta la giovanissima Beatrice Arnera, voce fresca e incisiva, un'autentica rivelazione. Ortensia, moglie di Crispino, è interpretata da Francesca Nunzi.
L’ensemble è composto da 17 artisti, cantanti, ballerini.

La commedia musicale è prodotta da Viola Produzioni, dopo il successo ottenuto con i musical Rapunzel (2014) regia di Maurizio Colombi, Sister act (2015) regia di Saverio Marconi, Peter Pan (2016) regia di Maurizio Colombi, L’ultima strega (2016) regia di Andrea palotto, E…Se il tempo fosse un gambero (2016) regia di Saverio Marconi, La Regina di ghiaccio il musical (2017) regia di Maurizio Colombi. Viola Produzioni insieme al Teatro Brancaccio, esempio importante di teatro di produzione della capitale, conferma l'efficienza del polo produttivo composto da un eccellente staff diretto da Carlo Buttò.

LA TRAMA
La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto e accetterà di sposarlo.
Giunto il momento di salire sull’arca,  un cardinale inviato da Roma  convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull'arca, sotto il diluvio,  si ritrovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui. Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio.Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

SCENOGRAFIE - PROGETTO ORIGINALE DI GIULIO COLTELLACCI ; ADATTAMENTO SCENOGRAFICO DI GABRIELE MORESCHI; COSTUMI - DISEGNI ORIGINALI DI GIULIO COLTELLACCI ; ADATTAMENTO DI FRANCESCA GROSSI; DISEGNO LUCI DI UMILE VAINIERI; DISEGNO FONICO DI EMANUELE CARLUCCI; COREOGRAFIE DI GINO LANDI
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REGIA ORIGINALE DI PIETRO GARINEI  E SANDRO GIOVANNINI; RIPRESA TEATRALE DI GIANLUCA GUIDI; DIREZIONE MUSICALE MAURIZIO ABENI; “LA VOCE DI LASSÚ” È DI ENZO GARINEI; ENSEMBLEGRETA ARDITI,   ANTONIO BALSAMO  BEATRICE EUGENIA BERDINI,  VINCENZA BRINI,  FRANCESCO CARAMIA,  SILVIA CONTENTI,  NICOLAS ESPOSTO,   MARTA GIAMPAOLINO,   GIAMPIERO GIARRI,  SIMONE GIOVANNINI,   MATTEO GUMA,   FRANCESCA IANNÌ, FRANCESCO LAPPANO,  GIANLUCA PILLA,   ARIANNA PROIETTI  ,ANNAMARIA RUSSO,   ALESSANDRO SCHIESARO

Costi: Biglietti interi poltronissima gold € 55,00 - poltronissima € 45,00 - poltrona A e galleria A € 39.00 - poltrona B e galleria B € 29,00 - Biglietti ridotti  poltronissima gold € 49,50 - poltronissima € 40,50 - poltrona A galleria A € 35,00 - poltrona B e galleria B  € 26,00 *cral e associazioni convenzionate, tessere convenzionate per riduzioni under 14, over 65, studenti universitari contattare il Botteghino
Informazioni: Tel. 06 80687231
Indirizzo:  via Merulana, 244 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrobrancaccio.it
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MUSICA

 “Immagini di Roma”
Concerto/Spettacolo
ideato dal musicista Nicola Buffa

TEATRO SAN PAOLO -  Roma
dal 18 al 22 ottobre 2017, feriali ore 21.00_dom. ore 17.30

Viene realizzato in collaborazione con i musicisti dell suo quartetto Nicola Buffa Mediterranean Jazz Project formato da Nicola Buffa alla chitarra, Mario Duchi al
pianoforte, Max Ottaviani alcontrabbasso e Valerio Toninel alla battria e percussioni e l'attrice/cantante Paola Lorenzoni.
La nostra intenzione è quella di onorare la città eterna celebrandone il grandissimo fascino e le tante contraddizioni.
Per rispecchiare nel migliore dei modi la grande vocazione di Roma nel proporsi come metropoli accogliente, multietnica e sempre pronta ad assimilare le più sane contaminazioni di un autentico villaggio globale, abbiamo formulato una proposta artistica che attinge a piene mani dal nostro repertorio tradizionale, ma che elude la connotazione folkloristica attraverso l’intreccio costante e trasversale con il jazz e la musica latina.
Il concerto si eleva sublimandosi attraverso un felicissimo connubio con il teatro, la letteratura e la poesia.
In altre parole si tratta di un progetto dalla chiara identità mediterranea che sposa la multimedialità   e si affaccia sul mondo. 
Nel corso dello spettacolo vengono proposti brani originali composti da Nicola Buffa e tratti dal cd omonimo “Immagini di Roma”, oltre ad alcuni riarrangiamenti di classici del repertorio romanesco che rendono omaggio ai grandi artisti che hanno decantato la bellezza di Roma.
In modo più o meno esplicito la performance offre continui ed evidenti riferimenti ad Ottorino Respighi, Armando Trovaioli, Anna Magnani, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Gabriella Ferri ed Ettore Petrolini.
I brani eseguiti dal Nicola Buffa Mediterranean Jazz Project, sono intervallati dagli interventi cantati e recitati dell'attrice Paola Lorenzoni, che declama alcuni scritti di grandi poeti dialettali o di autori letterari che hanno celebrato Roma, oltre ad interpretare alcuni tra i brani più rappresentativi del repertorio romanesco.
Le varie canzoni vengono presentate e commentate per rendere più partecipe il pubblico e coinvolgerlo attraverso una migliore comprensione della proposta artistica.
Qualora ci fosse la disponibilità di uno schermo, potranno essere supportate dall’eventuale proiezione di immagini attinenti l'argomento.
Lo spettacolo che può essere allocato nei teatri ed in tutti i luoghi di pregio, artistico, storico, culturale ed ambientale, nasce all’insegna dello “Slow Listening”, sposandosi perfettamente con la concezione dello “Slow Food”
Si presta quindi ad essere accompagnato da una degustazione eno-gastronomica tipica e di qualità, oltre a richiamare l'esposizione di libri, foto e dipinti.

Con Paola Lorenzoni e il Nicola Buffa Mediterranean Jazz Project  con Nicola Buffa (chitarra), Mario Duchi ( pianoforte) - Max Ottaviani ( contrabbasso) e Valerio Toninei ( batteria e percussioni)

Costo: Singolo spettacolo 18 € - Tandem valido per 2 persone  24 €
Informazioni.  Tel. 06 59606102 - 339 4684545 info@teatrosanpaolo.it
Indirizzo: via Ostiense, 190  - Roma
Sito di riferimento: www.teatrosanpaolo.it
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POESIA

Avviso ai Soci
L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
in collaborazione con Asma di Poesia
presenta
"ASMA di Poesia"
EVENTO UNICO
Reading poetico del fantomatico universo poetico
presentato da Giovan Bartolo Botta

TEATRO TRASTEVERE -  Roma
22 ottobre 2017, ore 21.00

Dopo il grande successo di pubblico ottenuto con la partecipazione al Roma Fringe Festival 2017, il fantomatico universo poetico di ASMA di Poesia si racconterà alTeatro Trastevere a Roma.

“Siamo tutti ansiosi e quindi siamo tutti Poeti. Perché la Poesia è sostanzialmente una nevrosi, un disturbo ossessivo compulsivo, è la faccia d’angelo della schizofrenia. E il Poeta è chi è capace di trasformare le batoste della vita in un verso, senza giudicare. Così se la Poesia è anche follia, non poteva mancare un folle Festival, un reading poetico che poi è come una seduta terapeutica: gli autori leggono i loro versi, il pubblico gli accoglie, si racconta la vita, ci si riconosce”.

L'Associazione Culturale Teatro Trastevere ospita A.S.M.A. ovvero Ansia Socialmente Mentalmente Armonica, un Reading poetico del “fantomatico universo poetico ASMA di Poesia” presentato dalla lucida follia di Giovan Bartolo Botta, autore, attore e regista poliedrico e stravagante dalla penna arguta ed ironica, espressione originale della realtà artistica della Roma Off De'Noantri.
Una gara, una folle corsa nel nome della Poesia: unico requisito richiesto “...essere pronti ad ammettere che dentro ognuno di noi convive un benefattore e un assassino, un santo e un peccatore, in un miscuglio emotivo che entusiasma e non spaventa...”

Costo: Biglietto intero 12 € - ridotto 10 €/Kiroconvenzione: INGRESSO RIDOTTO per tutti i  Kiri iscritti alla pagina facebook  di Kirolandia /
Informazioni: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it
Indirizzo: via Jacopa de Settesoli 3 - Roma
Sito di riferimento teatro: www.teatrotrastevere.it
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ARTE

APRONO I BATTENTI...

"EQUILIBRIUM"
la mostra di quattro artisti dalla Polonia: Jolanta Caban, Alina Picazio, Przemko Stachowski e Robert Żbikowski

GALLERIA VITTORIA - Roma
dal 18 al 25 ottobre  2017,  oraio dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle ore 19; fuori orario su appuntamento.

Il vernissage si terrà Mercoledì 18 ottobre alle ore 18.00

Quattro artisti dalla Polonia: Jolanta Caban, Alina Picazio, Przemko Stachowski e Robert Żbikowski.
Tutti sono laureati all'Accademia di Belle Arti di Varsavia - Facoltà della Pittura, ma i loro stili sono molto diversi, ognuno ha trovato il proprio percorso creativo.
Jolanta Caban utilizza i colori e le forme contra- stanti per creare le composizioni estremamente espressive e potenti. Strutture ruvide e toni caldi sono i suoi segni distintivi.
Alina Picazio introduce lo spettatore nel paesaggio urbano, unendo vedute digitali a macchie di colori. I suoi dipinti parlano della memoria e dell'illusione che ci circonda: raccontano “la schiuma dei giorni” che passano.
Le opere di Przemek Stachowski sono tranquille e meditative, anche se dipinte con gesti, sembrano fatte di filigrana. Quasi monocromatiche e astratte rivelano, dopo un attimo, l’immensa ricchezza di sfumature. Robert Żbikowski si occupa delle questioni legate al famoso “golden ratio”. Disegna sulle tele e sulle pellicole con gesti apparentemente leggeri le forme geometriche creando il proprio poetico, ma preciso linguaggio.
Cosa collega questi artisti al di là del Paese in cui si sono formati? Io credo che cercano l'armonia e l'equilibrio nella pittura. Indipendentemente dalle espressioni usate costruiscono con cura le composizioni in un insieme completamente autonomo. Sulle tele non c'è posto per gli elementi inutili, ogni colore e forma hanno il loro significato. I loro quadri, permettendo allo spettatore di allontanarsi dalla realtà, spesso confusa, lo inviano verso l’equilibrio.
Joanna Gordon

Costo
Ingresso LIBERO
Indirizzo: via Margutta,  103 - Roma
Sito di riferimento: www.galleriavittoria.com
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PROSEGUONO...

Renaud Auguste-Dormeuil
"JUSQU’ICI TOUT VA BIEN"
Curatore: Raffaele Gavarro

MACRO Testaccio – Padiglione A -  Roma
dal 14 ottobre al 26 novembre 2017, da martedì a domenica dalle ore 14.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30). Lunedì chiuso.

Al Macro Testaccio la prima mostra personale in un museo italiano dell’artista francese Renaud Auguste-Dormeuil, Jusqu’ici tout va bien, curata da Raffaele Gavarro, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata dall’Associazione Culturale Arteealtro e coprodotta da Atleticom s.r.l- Roma. Jusqu’ici tout va bien (Fin qui tutto va bene) di Renaud Auguste-Dormeuil è una mostra che lavora sulla qualità enigmatica del tempo, sulla sua natura assillante e sull’incrocio delle sue direzioni, avanti o indietro, che l’arte rende possibile. La mostra sarà aperta dall’opera Spin.off, ultima produzione dell’artista, composta dalla frase luminosa Jusqu’ici tout va bien, da cui il titolo della mostra. Tracciata da strisce di led e sospesa sul MACRO, l’opera, al tempo stesso sorprendente e spiazzante, invita a guardare l’arte con un occhio diverso. Il suo messaggio è solo all’apparenza rassicurante: parla di un presente che è immediatamente passato, e non dice nulla sul futuro che è già l’istante successivo, quello in cui distogliamo lo sguardo dalla scritta sospesa sopra di noi. Quest’opera, esposta in anteprima al Macro, verrà poi presentata con frasi differenti nelle successive mostre personali dell’artista che si terranno nel 2018 in Francia: MAMAC - Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza; Musée d’Art Concret di Mouans-Sartoux; F.R.A.C Franche-Comté di Besançon e Musée DenysPuech di Rodez.

Costo: Biglietto tariffa intera: non residenti 6 €, residenti 5 € Tariffa ridotta: non residenti 5 €, residenti 4 €
Indirizzo: MACRO Testaccio, Padiglione A, piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Sito di riferimento: www.museomacro.org
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"L’essenziale verità delle cose"
Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961)

Galleria d’Arte Moderna di Roma - Roma
dal  13 ottobre 2017 al 11 febbraio 2018, da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30

In collaborazione con l’Associazione Amici di Villa Strohl-Fern, Roma

Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte, moderna come anche antica, è solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità …

È una considerazione di Francesco Trombadori che, chiarendone le aspirazioni e il coerente percorso pittorico, ha ispirato il titolo di questa mostra antologica di largo respiro, un’occasione per raccontare il rapporto del pittore con i luoghi di Roma che amò e dipinse, scegliendoli come patria elettiva sin dai primi anni del Novecento.

Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, sono esposte sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, venticinque disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall'Archivio dell'artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è a cura di  Giovanna Caterina De Feo dell’Associazione Amici di Villa Strohl-Fern e della Sovrintendenza Capitolina. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Maretti edizioni.

Pur non essendo romano di nascita, per Francesco Trombadori la capitale è fonte di ispirazione per molti dipinti, ma soprattutto luogo di aggregazione in cui insieme a scrittori, critici ed artisti partecipare all’intenso dibattito artistico e culturale, dando impulso alla creazione di mostre d’arte e a riviste d'arte e di cultura.

Il pittore prende parte attiva al dibattito artistico nazionale sin dagli esordi nel vivace ambiente della cosiddetta Terza Saletta del Caffè Aragno, nel primo decennio del XX secolo, dove l’artista si avvicina al formativo ambiente de “Il Convito”, la rivista d’arte e letteratura fondata da Adolfo De Bosis con Gabriele d’Annunzio e Angelo Conti.

Ogni sezione della mostra è corredata dal ricco patrimonio documentario proveniente dall'Archivio dell'Artista a Villa Strohl-Fern, oggi Casa Museo, con cui si intende illustrare anche l'importante attività di critico che Trombadori svolse, dagli anni Venti, scrivendo per diverse testate nazionali.

Nel corso della mostra saranno organizzati incontri di approfondimento con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Costo: Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: 7,50 €  intero e 6,50 €  ridotto, per i non residenti;  6,5€  intero e di  5,50  € ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Informazioni: 060608 - www.galleriaartemodernaroma.it
Indirizzo: via Francesco Crispi,  24 -  Roma
Sito di riferimento: www.galleriaartemoderna.it
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Nicole Voltan
presenta
"Piano CIELO / Piano TERRA"
a cura di Gianluca Marziani

Mucciaccia Contemporary - Roma
dall' 11 ottobre 2017, dal martedì al sabato 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi.  Roma

Mucciaccia Contemporary inaugura la mostra personale di Nicole Voltan dal titolo Piano CIELO / Piano TERRA, a cura di Gianluca Marziani.

Come afferma il curatore “Colpisce il contrasto tra la giovane età e la lucida riflessione su temi filosoficamente complessi, ambiziosi per istanze teoriche e processo creativo. Nicole Voltan osserva la dimensione macro dell'esistente per poi produrre analisi ramificate, seguendo un'estetica di rarefatta bellezza e aderenza al Pianeta, lungo soluzioni eterogenee che mostrano disciplina, talento minuzioso, controllo fisico del metodo, sublimazione visionaria”.
Il legame tra il progetto e lo spazio si risolve fin dal titolo: una galleria su due livelli, piano su strada e primo piano, per accogliere una riflessione tra TERRA e CIELO, una mostra divisa per ubicazione ma unita nel profondo: cielo sopra e terra sotto, impalpabile e fisico, dinamismo e staticità, macro e micro, futuro e passato…
Nicole Voltan immagina spazi lontanissimi, conteggia il tempo sulla tabella dei miliardi di anni, affronta la mineralizzazione della materia e la tensione fossile dell'universo. Il suo pensiero non ha un vincolo al presente ma una prospettiva che s'irradia verso l'origine primordiale e il futuro cosmogonico.
Piano TERRA: in mostra opere eterogenee per materiali e composizione, ognuna con una sua narrazione interna, come se il lavoro diventasse un piccolo teatro della visione che ci regala l'inaspettato e il sorprendente. Le opere manipolano materiali come la lava, il tufo, il ferro ma anche i tessuti, il cotone e la luce partecipano alla creazione dei suoi oggetti scultorei. Le materie danno forma sintetica a un pensiero visionario, si adattano ai codici progettuali dell'artista, al punto da diventare soggetti narrativi compiuti, una sorta di pianeti autonomi con una loro vita endogena. Esemplare l'opera dal titolo In 2.000.000.001 in cui si vede, attraverso un minuzioso disegno a grafite su fasce separate, lo stato del Pianeta tra due miliardi di anni, oggetto di mutamento dei mari, movimenti tettonici e spostamenti delle placche continentali.
Piano CIELO: Un lavoro sul soffitto definisce perfettamente lo stato narrativo della sezione. Si tratta di 759 aghi che formano le 88 costellazioni del nostro cielo, offrendoci una trama respingente e attrattiva, in perfetta sintonia con la vitalità di un universo che è perenne distruzione e rigenerazione. Anche qui le varie opere definiscono una conduzione scientifica che si mescola con letteratura, mitologie alchemiche, esoterismi, leggende e ogni possibile analisi cosciente dell'universo.
La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato bilingue (italiano-inglese, Carlo Cambi Editore), con testi di Gianluca Marziani e Maurizio Savini.

Costo: Ingresso GRATUITO
Catalogo: Carlo Cambi Editore
Indirizzo: piazza Borghese 1/A, 00186 Roma
Sito di riferimento: www.nicolevoltan.jimdo.com
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"L’ASSENZA DI MARIO"
antologica  DI MARIO CASTELLANI
a cura di LINDA DE ZEN

GALLERIA LA CLESSIDRA BLU - Roma
dal 13 al 31 ottobre, dal mart alla domenica 16.00-23.00
Lo spazio espositivo SALA BLU, sede dell’associazione culturale La Clessidra, dà vita a una nuova mostra, la personale dell’artista Mario Castellani
Un’esposizione lunga trent’anni. Le 18 opere esposte coprono uno spazio di tempo che va dal 1984 al 2014 e attraversano in maniera trasversale la vita di Mario. Il suo lavoro parte da una tecnica realistica arricchita da una componente marcatamente grafica: le immagini diventano concetti grazie all’interazione delle parole. L’ironia dell’artista si fa carico della realizzazione delle opere stesse. L’assenza dell’Italia, realizzata a muro in un palazzo di Urbino, è la rappresentazione fedele della cartina geopolitica del Mediterraneo, senza la nostra Penisola; l’opera è il suo modo di gridare, già negli anni ‘80, il suo disprezzo verso un Paese che non dà peso alle proprie risorse culturali. Venerdì 13 ottobre, alle ore 19.30 ci sarà l’inaugurazione di un percorso artistico allestito con l’intento di ricreare l’iter della vita dell’uomo e dell’artista. Si parte dagli olii realizzati con la precisione e la potenza dell’immagine che si lega alla cornice delle opere stesse. Il suo primo operato si dedica alla rielaborazione del figurativo sacro e dell’icona più stigmatizzata della storia dell’arte: la Gioconda. Andando in parallelo con la sua attività da pubblicitario: le opere legate agli anni ‘90 assumono toni accesi, qui i caratteri tipografici vanno a calcare il concetto a monte dell’idea. Un vulcano che riconduce il suo essere in un segno dove il caso si autogenera. Il 2000 rappresenta la parte della mutazione nella ricerca: il nulla in relazione all’equilibrio. Si approda agli astratti: strati e miscugli di colore trovano il loro annullamento attraverso la Lacrimazione del bianco, concetto che dà il nome a tutto quest’ultimo periodo. Tanti colori formano il bianco, tanti colori formano il nero. La mostra che indica il ritorno di Mario si arricchisce anche di tre sculture concettuali: ATAC-apanni, Madonna blu delle Rizla+ e un intero mobile rivesto di immagini porno.

Costo: Ingresso GRATUITO
Informazioni: Linda +39 340 6710575 - Mario +39 3478702252
Indirizzo: Via del Teatro Pace, 3 - Roma
Sito di riferimento:  www.facebook.com/laclessidrasalablugallery
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"ADR_ DOUBLE|U"
a cura di Tiziano Tancredi

GALLERIA PARIONE9
dal 13 ottobre al 7 novembre 2017,  martedì - sabato  14.00 - 20.00_ domenica 16.00 - 20.00
                                                                                                                                                            
DOUBLE|U è la seconda mostra personale del giovane artista italiano ADR, a cura di Tiziano Tancredi.

Dopo The Bestiary, inaugurata nel febbraio 2016, l’artista pugliese presenta un nuovo progetto dedicato alla classicità e alla figura femminile.

Il nome della mostra, DOUBLE|U, trascrizione della pronuncia della lettera W dell'alfabeto inglese, rimanda a due “W”: la prima riferita allo storico e critico d’arte Aby Warburg e alla volontà di ricollegarsi al suo concetto di Nachleben der Antiken”, ovvero di “sopravvivenza dell'antico. La seconda a “Woman” cioè alla scelta di ritrarre esclusivamente delle donne.
La classicità, fonte inesauribile di ispirazione per gli artisti dalla civiltà greco-romana, passando attraverso il Rinascimento e il Neoclassicismo, è sopravvissuta sino ai giorni nostri. In DOUBLE|U i punti di contatto con i riferimenti classici della mitologia esistono ma al contempo sono volutamente frammentari a favore di una libera reinterpretazione dei soggetti in chiave contemporanea.   

All'interno del suo sviluppo progettuale, di cui fanno parte tele e piccoli ritratti su carta, ADR ha aggiunto un ulteriore medium tecnico, quello della polaroid: ogni opera è il risultato del ritratto fotografico di ogni modella. Questo passaggio autoreferenziale genera un rapporto quasi simbiotico tra fotografia e tela e, inserendo un'altra variante del mito nel circuito di immagini, porta alle estreme conseguenze il Nachleben warburghiano.

In occasione di
DOUBLE|U ADR, sempre fedele alla sua attività di street artist, ha affisso poster in grande formato delle sue donne per i vicoli del centro di Roma.

Costo: Ingresso GRATUITO
Indirizzo: via di Parione, 9 - Roma (piazza Navona)
info: 0645615644 - parione9@gmail.com 
Sito di riferimento www.parione9.com
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"VAN GOGH SHADOW – DIPINTI ANIMATI"
a cura di LUCA AGNANI

GALLERIA COMMERICIALE di PORTA DI ROMA - Roma
dal 30 settembre al 29 ottobre, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 20.00

Immergiti nelle opere più famose di Vincent Van Gogh.
Un viaggio in 10 opere plasmate in 3D dall’artista Luca Agnani che, incuriosito dalla visione della realtà di Van Gogh, le reinterpreta utilizzando la tecnica del video mapping.
Galleria Commerciale Porta di Roma ha il piacere di ospitare Van Gogh Shadow, un’esposizione in cui pannelli led ad alta risoluzione sostituiscono le tele catapultandoti all’interno del mondo del genio olandese.
Da La casa gialla al celebre Autoritratto, passando per I girasoli, preparati a “vivere” questi capolavori in modo del tutto inedito.

Costo: Ingresso GRATUITO
Informazioni : Galleria Commerciale Porta di Roma - Tel: 06/87070275 – mobile: 366/6035796
Indirizzo: Via Alberto Lionello, 201 - Roma
Sito di riferimento: //
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"FREEDOM MANIFESTO"
Humanity on the move | Umanità in movimento
a cura di Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi

Centrale Montemartini -  Roma
 dal 28 settembre al 31 dicembre 2017,  orario martedì-domenica 9.00-19.00  (24 e 31 dicembre 9.00-14.00)

Può un poster cambiare il mondo?
Comunicazione visiva e utopia del possibile

Il Centro di ricerca interdisciplinare sul paesaggio contemporaneo ha lanciato un appello ad artisti e visual designer di fama internazionale per raccogliere il loro punto di vista su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti: la migrazione di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla sopraffazione.
Interrogati sul diritto fondamentale alla Libertà, gli autori coinvolti hanno risposto con una riflessione in forma di poster, mezzo di comunicazione scelto per diffondere – tra parole e immagine – il loro messaggio. Il risultato è la grande mostra collettiva: “FREEDOM MANIFESTO. Humanity on the move / Umanità in movimento”) capace di risvegliare le coscienze e sollecitare nuove percezioni su tema di grande attualità: l’immigrazione.
Il manifesto, forma di comunicazione di massa esplosa nella seconda metà del XIX secolo, continua a rappresentare il medium più immediato per esporre messaggi davanti ai nostri occhi distratti. Nelle intenzioni dei curatori della mostra – Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi – la volontà di “reclamare” e “pubblicizzare” punti di vista che sembrano non trovare più spazio nel paesaggio contemporaneo.
A impreziosire il curioso mini-catalogo della mostra, pubblicato nel classico formato dei manifesti per affissione (70 x 100 cm), il contributo critico del sociologo Alberto Abruzzese che scrive: “Il manifesto storico – con tutte le sue appendici tardo-moderne e post-moderne – è stato lo strumento di persuasione o dissuasione di soggetti sociali individuati nel loro ruolo politico e professionale. Ora dovrebbe aprirsi la fase di una comunicazione attenta alla vocazione delle persone, al senso rimosso della vita vissuta piuttosto che alla professione alla quale essa stessa ci costringe”.
Insieme ai poster realizzati per l’occasione da maestri del graphic design contemporaneo – come Félix Beltrán, Ginette Caron, Milton Glaser, Alain Le Quernec, Italo Lupi, Astrid Stavro, Heinz Waibl – l’esposizione ha il merito di presentare al pubblico italiano una nutrita rassegna di autori provenienti da tutto il mondo, tra i più interessanti della nuova generazione.

La mostra, con il patrocinio di RAI, AGI (Alliance Graphique Internationale) e AIAP (Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva), è parte del calendario di eventi che animano l’edizione romana 2017 di “AIAP Design per”.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra si svolge anche sotto il significativo patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, movimento laicale internazionale fondato a Roma nel 1968, da sempre impegnato nell’accoglienza e nell’integrazione di immigrati e rifugiati.
Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Autori in mostra VALENTINA AGRIESTI/ STEFANO ASILI / RUEDI BAUR / ERIN BAZOS / FÉLIX BELTRÁN / MAURO BUBBICO / MARLENE BUCZEK / ANGELO BUONUMORI / FULVIO CALDARELLI / ELIO CARMI / GINETTE CARON / FANG CHEN / ALESSIO COSMA / ROBERTO DEL BALZO / FRANCESCO DONDINA / ERIKA GIUSTI / MILTON GLASER / PUYA HABIBZADEHKAVKANI / GIANNI LATINO / GLI IMPRESARI / ITALO LUPI / ALAIN LE QUERNEC / GIOVANNI LUSSU / ARMANDO MILANI / MAURIZIO MILANI / GERMAN MONTALVO / RICARDO SALAS MORENO / ANTONIO PACE / MARIO PIAZZA / ANTONIO ROMANO / MICHELE REGINALDI / MICHELE SANTELLA / FILIPPO SASSOLI / ASTRID STAVRO / STUDIO ORIGONI STEINER / PARISA TASHAKORI / PAOLO TASSINARI / LUIGI VERNIERI / MARIO FOIS (VERTIGO DESIGN) / HEINZ WAIBL / ZUP DESIGN

Realizzata da Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo; Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; Con il patrocinio di AGI – Alliance Graphique Internationale, AIAP – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, Comunità di Sant’Egidio, RAI; Servizi museali Zètema Progetto Cultura ; Sponsor Sistema Musei in Comune;  Con il contributo tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane; Media Partner Il Messaggero; Sponsor tecnici iGuzzini - Rubettino Print

Costo: Intero 7,50 € - Ridotto  6,50€ Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):  Intero 6,50 € - Ridotto 5,50 €
Informazioni: Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00-19.00 info.centralemontemartini@comune.roma.it
Indirizzo:  via ostiense 106 - Roma
Sito di riferimento: freedom-manifesto.it
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"ENJOY L’ARTE INCONTRA IL DIVERTIMENTO"
a cura di Danilo Eccher

Chiostro del Bramante - Roma
 dal 23 settembre al 25 febbraio 2017 , orario dal lun. al ven. 10.00 – 20.00_ sab. e dom. 10.00 – 21.00/La biglietteria mostre chiude una ora prima.

Dopo il successo della originale mostra Love, l’Arte incontra l’amore, che ha registrato in sei mesi l’afflusso di 150mila spettatori, soprattutto giovani, il Chiostro del Bramante continua il suo innovativo percorso programmatico proponendo ancora una volta una esposizione unica per la singolarità delle opere, che pone sotto la lente di ingrandimento le diverse possibilità percettive ad esse connesse. Una esperienza che lo spettatore può fare attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’arte contemporanea. Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini. Una regola che il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.

Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro parte da questi presupposti per la mostra che proporrà. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite. Tra i grandi nomi allineati troviamo Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourlser, Wurm, TeamLab, Hans op De Beeck, De Dominicis, Gander, i protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento, assunto nell’accezione etimologica della parola: portare altrove. L’altrove, l’altro da sé, il perdersi nei meandri dell’arte e dell’inconscio è ciò che accomuna il gesto di tutti gli artisti presenti in Enjoy, le cui opere guideranno il visitatore in un percorso invisibile ma fortemente tracciato, che prenderanno vita in un incessante rapporto interattivo e giocoso, dove le diverse percezioni del “fuori da sé” avranno un ruolo fondamentale. “La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”. Ecco allora che in Enjoy, dalle sculture leggere di Alexander Calder, lo spettatore può perdersi nel labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich per poi immergersi e riemergere dalle installazioni ludico-concettuali di Martin Creed o nei raffinati giochi di luci illusorie di TeamLab che prendono forma e mutano solo a contatto con il pubblico, o essere inseguiti dagli occhi indiscreti e inquietanti di Tony Oursler e trovarsi a contatto con i corpi deformati di Erwin Wurm e così via, di artista in artista, di sala in sala: il Chiostro del Bramante diventerà luogo elettivo di una realtà tutta da scoprire, che esiste in ogni istallazione (alcune di grandissime dimensioni), a una realtà che, tuttavia, può anche non esserci. D’altra parte è proprio Paul Klee che ci dice: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

Costo: Biglietto intero € 13,00 (audio guida inclusa) - biglietto ridotto € 11,00 (audio guida inclusa) per specifiche riduzioni, visita il sito.
Informazioni: hastag ufficiale #enjoychiostro - +39 06 68809035 (Lunedì – Venerdì 10.00 / 17.00) numero attivo dal 4 settembre sino a fine mostra. - La Caffetteria Bistrot, il Bookshop e il Chiostro hanno ingresso libero indipendentemente dalle mostre
Indirizzo: Via Arco della Pace 5 - Roma
Sito di riferimento: www.chiostrodelbramante.it
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THE MOORS & VIOLA VALENTINO
“ASPETTAMI QUESTA NOTTE”
IL NUOVO SINGOLO DEL DUO POP-DANCE

DAL 1 OTTOBRE SU iTunes

Un brano pop (scritto da Mirko Oliva e Costantino Parlato e arrangiato da Luis Navarro), dalle influenze tropicali, dancehall e R'n'B si avvale della collaborazione artistica della grande icona musicale degli anni ’80.

"Aspettami questa notte" parla di un rapporto d'amore, nascosto e sottaciuto, che con il calare del sole e l'arrivo della notte può finalmente uscire allo scoperto. Metaforicamente racconta il liberarsi, la disinibizione, il riuscire a vivere la vita in maniera piena e profonda. È un pezzo inizialmente introdotto da una chitarra e un sinth bell che diventa presto ritmato e cantabile, nonché ballabile.
Viola Valentino esprime tutta la sua vocalità, abbandona il caratteristico timbro sussurrato che l'ha resa celebre in "Comprami", a favore invece del suo naturale timbro da contralto. I The Moors confermano la loro duttilità' vocale.

Il videoclip richiama atmosfere anni ’80 omaggiando la bellezza femminile rappresentata da due antipodi: la splendida ballerina Maria Rosaria Salzillo (già protagonista dei videoclip di Emma Marrone e Giusy Ferreri) e la femminilità più rotonda dell’attrice Emanuela Aurizi (“Le ali della vita”, “La mandragata”, “Il professor cenerentolo”, “Distretto di polizia”, il film di prossima uscita per il cinema dedicato ad Andrea Bocelli “The silence of music”).

Costo:  Disponibile su iTunes 1,29 € 
Guarda il videoclip ufficiale su YouTube: www.youtube.com/watch?v=GGZjCtBA6Gk
Etichetta: M.B.Music International
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Kirosegnaliamo esce all’inizio di ogni settimana, chi volesse darci comunicazione di eventi con rilievo artistico-culturale può scriverci a kirolandia@gmail.com oppure info@kirolandia.com,  entro la domenica precedente, specificando chiaramente la richiesta di segnalazione, provvederemo previa specifica selezione all'inserimento …